RELAZIONE ANNUALE DELL'AEEG: L'ANEV AUSPICA MAGGIORE ATTENZIONE ALLE RINNOVABILI

IL PRESIDENTE DELL’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS ALESSANDRO ORTIS HA ILLUSTRATO LA RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL’ATTIVITA’ SVOLTA. NEL CONTESTO GENERALE GRAN PARTE DELLE ATTENZIONI SONO STATE RIVOLTE ALLA LIBERALIZZAZIONE DEL SETTORE ELETTRICO CONCLUSA IN QUESTI GIORNI. ANCORA UNA VOLTA E’ STATA RIVOLTA SCARSA ATTENZIONE ALLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA, SULLE QUALI CI SI E’ SOFFERMATI SOLO SUGLI ASPETTI RELATIVI AI COSTI E NON SUI GRANDI BENEFICI CHE PORTANO AL SISTEMA
La relazione annuale dell’AEEG ha focalizzato l’attenzione sulle molte tematiche del settore elettrico che stanno al centro del dibattito sociale, oltre che politico, di questo periodo caldo per il mondo elettrico. Il contesto internazionale e comunitario infatti hanno posto al nostro Paese una serie di obblighi cui lentamente ci stiamo adeguando. Uno degli aspetti principali trattati dal Presidente Alessandro Ortis è stato il recente passaggio della liberalizzazione del settore che dal 1 luglio 2007 aggiunge l’apertura dei mercati energetici al quadro complessivo. Le molte criticità ancora evidenziate dal sistema tuttavia sembrano ritardare con situazioni di fatto gli sforzi che il regolatore compie nella direzione imposta dall’azione di liberalizzazione che a livello Comunitario viene indicata con decisione. Molta attenzione è stata posta poi all’analisi di tutti gli aspetti economici e di costo relativi alla produzione elettrica, nonché ad un raffronto con le situazioni degli altri Paesi dal cui paragone l’Italia esce con un’immagine poco gratificante. Molto positivo il passaggio relativo alla necessità di sviluppo delle infrastrutture, ammesso che venga considerato anche il dovuto sviluppo della rete in linea con le necessità di sviluppo delle tecnologie rinnovabili, ed il conseguente adeguamento della Rete di trasmissione alle future esigenze in tal senso. In merito al capitolo sulle tariffe elettriche continua a destare sorpresa l’approccio tanto critico rispetto al peso degli “obblighi imposti ai produttori in materia di fonti rinnovabili (certificati verdi) ed emission trading: è stimabile che essi pesino complessivamente sui prezzi per circa 1 €/MWh”. In particolare viene sottolineato come “Il principale onere di sistema posto a carico dei clienti finali è quello per sostenere le fonti rinnovabili e assimilate (A3), ai sensi del provvedimento c.d. CIP6/92, che nel 2006 è stato di circa 3,5 miliardi di euro” purtroppo però ci si dimentica di spiegare che solo il 25% circa di tale importo è andato alle Fonti Rinnovabili. Altro aspetto che dispiace notare è la mancanza di sensibilità ambientale ancora una volta dimostrata, quando a fronte di puri calcoli di costo, peraltro come detto anche forniti senza le dovute precisazioni, non si è ritenuto da parte dell’AEEG di segnalare quelli che sarebbero gli oneri assai maggiori per il nostro Paese in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, nonché i benefici di vario genere che la produzione elettrica da Rinnovabili garantisce. Aspetti come: la sicurezza degli approvvigionamenti, la salute pubblica, la riduzione dei rischi geopolitici, la diminuzione della dipendenza dall’estero, diminuzione delle emissioni climalteranti, sicurezza degli approvvigionamenti e l’invariabilità dei costi di produzione sono aspetti che non possono essere taciuti in un’analisi corretta di costi e benefici di queste tecnologie. Poi, pur apprezzando molto la condivisione delle preoccupazioni legate all’impatto delle attività umane sul clima, sembra troppo timido l’approccio di dire che se gli altri settori così come gli altri Paesi insieme non individuano una politica comune di riduzione delle emissioni, lo sforzo del settore elettrico non sarebbe adeguato e quindi si potrebbe rischiare un “esito ambientale opposto a quello perseguito” a seguito di pratiche di dumping ambientale. Infine l’AEEG entra nel merito dell’attuale sistema di incentivazione, chiedendo una revisione, dall’ANEV pienamente condivisa e richiesta da tempo, che ne garantisca “più efficienza e affidabilità” esattamente quello che gli investitori del settore chiedono ripetutamente, speriamo che verremo ascoltati. Una notazione conclusiva deve essere svolta in merito al fatto che l’AEEG assume come normale che gli oneri e le sanzioni che i produttori inadempienti relativamente ai percorsi ambientalmente virtuosi previsti dai meccanismi dell’Emission Trading e dei Certificati Verdi, e cioè i costi di acquisto di quote di emissione e di CV, siano ribaltati dal soggetto inadempiente sull’utente finale senza alcun meccanismo di effettiva punizione dello stesso soggetto. L’ANEV auspica che il regolatore nel dar corso alla sua importante attività possa nel futuro rivolgere maggiore attenzione alle tematiche relative alle Fonti Rinnovabili di energia, e possa dedicare nel futuro un capitolo alle tante criticità che questo settore riscontra da anni e che ne limitano la possibilità di sviluppo in contrasto con tutti gli impegni Governativi assunti in sede Comunitaria ed internazionale.