Il nuovo report del Fondo Monetario Internazionale afferma che i prezzi energetici non riflettono i costi reali che, oltre a quelli di mercato, dovrebbero includere i costi dei danni all’ambiente e alla salute umana
In base al nuovo rapporto “Fiscal Policy to Address Energy’s Environmental Impacts” del FIM, per centrare gli obiettivi di politica fiscale, i prezzi energetici non riflettono i costi reali, che (oltre a quelli di mercato delle varie fonti) dovrebbero includere le conseguenze dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento nonché “effetti collaterali associati”.
Come riassunto da Quotidiano Energia, a fronte di un ciclopico studio su 156 Paesi, quantificando per ciascuno di essi i costi sanitari e ambientali derivanti dall’uso di carburanti e combustibili e indicando la tassazione che sarebbe necessaria per integrare tali costi, è emerso che in Italia sul carbone dovrebbe gravare una tassa di 6 dollari per Giga Joule (circa 277 kWh) ed una di 2,6 $/GJ sul gas per la generazione elettrica.
“Secondo le nostre stime, se a livello mondiale fossero adottati sistemi efficienti di tassazione, si avrebbe una riduzione del 63% delle morti derivate dalla combustione dei combustibili fossili e le emissioni di CO2 del settore energetico scenderebbero del 23%”, ha dichiarato il capo del dipartimento Affari fiscali del FMI, Vitor Gaspar.
A giudizio della Lagarde, Direttore del FMI, i Governi devono agire subito senza attendere un accordo globale sul clima. Anche perché “usare un unico strumento fiscale mirato a una specifica fonte di danno ambientale è sia efficace che semplice da un punto di vista amministrativo. Ed è certamente meglio di un complicato insieme di politiche scoordinate”.
Alla luce di ciò, l’ANEV auspica che i pubblici decisori cambino finalmente prospettiva sulle energie pulite, e si impegnino in un strutturale sforzo di riorganizzazione del sistema, introducendo meccanismi fiscali utili e necessari ad allineare i costi dell’energia anche sulla base delle esternalità.
Se infatti il legiatore ed il regolatore finalmente iniziassero a pianificare interventi per applicare le disposizioni del Fondo Monetario Internazionale per ridurre il numero delle morti derivate dalla combustione dei combustibili fossili anziché occuparsi di provvedimenti discutibili come lo spalma incentivi o illegittimi come la Del. 281/12, il sistema elettrico e il Paese tutto e trarrebbe beneficio sia da un punto di vista industriale sia dal punto ambientale.


