L’EOLICO ITALIANO OCCUPA GIA’ 28.000 ADDETTI CHE NEI VARI SETTORI DELLA PRODUZIONE, SVILUPPO E GESTIONE, SONO ARRIVATI NEL 2010 AD UN RILEVANTE NUMERO. LO STUDIO ANEV UIL, IN ESITO AL PROTOCOLLO D’INTESA RINNOVATO NEL DICEMBRE DEL 2010, E CHE PREVEDE ANCHE LA FORMAZIONE E LA DIFFUSIONE DI DATI E INFORMAZIONI CORRETTE SU QUESTO TEMA, EVIDENZIA COME LA CRESCITA OCCUPAZIONALE SI AFFIANCHI A QUELLA ENERGETICA, TECNOLOGICA E AMBIENTALE DEL NOSTRO PAESE. GLI OLTRE 8.200 LAVORATORI OGGI DIRETTAMENTE IMPIEGATI NEL SOLO COMPARTE DELL’EOLICO NAZIONALE SONO UN RISULTATO ECLATANTE IN UN MOMENTO DI GRANDE DIFFICOLTA’.
L’ANEV CHIEDE CHE IL GOVERNO APPROVI RAPIDAMENTE LE NORME PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI AL 2020, PER EVITARE CHE SI PERDA UN PATRIMONIO DI OCCUPATI GIA’ SIGNIFICATIVO E NON SI SFRUTTI A PIENO IL POTENZIALE DI 67.000 ADDETTI CHE SOLO NELL’EOLICO POTREMO RAGGIUNGERE AL 2020
ANEV e UIL hanno completato lo Studio sul Potenziale Occupazionale con i dati a tutto il 2010, realizzato congiuntamente in ottemperanza agli accordi presi con il Protocollo d’Intesa ANEV – UIL. Tale Studio è finalizzato alla realizzazione di attività di sostegno all’eolico e a contribuire ad una comune e corretta divulgazione delle tematiche relative all’eolico, in quanto tecnologia pulita per la produzione di energia elettrica, nell’ambito dello sviluppo delle fonti rinnovabili.Dalle analisi di ANEV e UIL emerge che oggi in Italia 8.200 persone lavorano per l’eolico e comprendendo l’indotto si arriva a oltre 28.000 persone, inoltre se si raggiungerà il Potenziale Nazionale di 16.200 MW al 2020, il numero totale di addetti salirà ad oltre 67.000.
Il Segretario Generale della UIL Luigi Angeletti, ha commentato così l’analisi dei numeri in termini di forza lavoro che il vento già garantisce e che può portare al 2020: “Lo sviluppo delle fonti rinnovabili non è solo finalizzato al rispetto dell’ambiente ma può innescare processi produttivi rilevanti e conseguenti risultati occupazionali positivi, così come in particolare l’eolico ha finora dimostrato. Credo sia giusto che il Sindacato continui a valorizzare questo percorso” dice Luigi Angeletti “La scelta delle fonti rinnovabili – a cominciare dall’eolico – oltre ad essere “salutare” per i lavoratori e i cittadini tutti, deve sempre più, trasformarsi in un utile sostegno per i conti economici, per i redditi e per l’occupazione”.
Secondo il Presidente dell’ANEV Oreste Vigorito “I dati del presente Studio, aggiornati a tutto il 2010, dimostrano inequivocabilmente come dal settore eolico ci si possa aspettare in termini assoluti grandi cose. Gli obiettivi già raggiunti in termini di occupazione hanno determinato, e possono continuare a farlo, migliaia di nuovi posti di lavoro in un periodo peraltro di estrema necessità e in aree con bassissimo tasso di occupazione. Il settore intero si aspetta ora dal Governo un quadro certo per raggiungere gli obiettivi della Direttiva Comunitaria. Se ciò non avverrà, perderemo una parte di questi posti di lavoro, e quasi tutti quelli potenziali, un rischio che siamo certi il Governo vorrà scongiurare.”
L’analisi del dato conclusivo relativo al potenziale eolico, trasposto in termini occupazionali dall’ANEV rispetto ai criteri utilizzati in letteratura, evidenzia che i numeri dell’eolico nazionale è forte grazie all’industria, ai settori connessi alla componentistica, alla produzione e commercializzazione di energia elettrica e alla gestione e manutenzione degli impianti oltre alle molteplici attività ingegneristiche e amministrative di supporto.
Gli obiettivi di producibilità al 2020 aprono, anche a livello regionale, interessanti scenari dal punto di vista delle opportunità di sviluppo territoriale. Investimenti di privati, per una tecnologia che non solo non comporta impatti sulla qualità dell’aria ma anzi grazie al meccanismo di sostituzione attuale consente di migliorarla, genereranno meccanismi di sviluppo sia diretti che indotti a beneficio di tutti, aumentando peraltro l’indipendenza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il dato più significativo comunque riguarda le ricadute occupazionali previste che in alcune regioni del sud Italia porterebbero, al 2020, ad una quota di occupati superiore alle diecimila unità!
L’ANEV CHIEDE CHE IL GOVERNO APPROVI RAPIDAMENTE LE NORME PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI AL 2020, PER EVITARE CHE SI PERDA UN PATRIMONIO DI OCCUPATI GIA’ SIGNIFICATIVO E NON SI SFRUTTI A PIENO IL POTENZIALE DI 67.000 ADDETTI CHE SOLO NELL’EOLICO POTREMO RAGGIUNGERE AL 2020
ANEV e UIL hanno completato lo Studio sul Potenziale Occupazionale con i dati a tutto il 2010, realizzato congiuntamente in ottemperanza agli accordi presi con il Protocollo d’Intesa ANEV – UIL. Tale Studio è finalizzato alla realizzazione di attività di sostegno all’eolico e a contribuire ad una comune e corretta divulgazione delle tematiche relative all’eolico, in quanto tecnologia pulita per la produzione di energia elettrica, nell’ambito dello sviluppo delle fonti rinnovabili.Dalle analisi di ANEV e UIL emerge che oggi in Italia 8.200 persone lavorano per l’eolico e comprendendo l’indotto si arriva a oltre 28.000 persone, inoltre se si raggiungerà il Potenziale Nazionale di 16.200 MW al 2020, il numero totale di addetti salirà ad oltre 67.000.
Il Segretario Generale della UIL Luigi Angeletti, ha commentato così l’analisi dei numeri in termini di forza lavoro che il vento già garantisce e che può portare al 2020: “Lo sviluppo delle fonti rinnovabili non è solo finalizzato al rispetto dell’ambiente ma può innescare processi produttivi rilevanti e conseguenti risultati occupazionali positivi, così come in particolare l’eolico ha finora dimostrato. Credo sia giusto che il Sindacato continui a valorizzare questo percorso” dice Luigi Angeletti “La scelta delle fonti rinnovabili – a cominciare dall’eolico – oltre ad essere “salutare” per i lavoratori e i cittadini tutti, deve sempre più, trasformarsi in un utile sostegno per i conti economici, per i redditi e per l’occupazione”.
Secondo il Presidente dell’ANEV Oreste Vigorito “I dati del presente Studio, aggiornati a tutto il 2010, dimostrano inequivocabilmente come dal settore eolico ci si possa aspettare in termini assoluti grandi cose. Gli obiettivi già raggiunti in termini di occupazione hanno determinato, e possono continuare a farlo, migliaia di nuovi posti di lavoro in un periodo peraltro di estrema necessità e in aree con bassissimo tasso di occupazione. Il settore intero si aspetta ora dal Governo un quadro certo per raggiungere gli obiettivi della Direttiva Comunitaria. Se ciò non avverrà, perderemo una parte di questi posti di lavoro, e quasi tutti quelli potenziali, un rischio che siamo certi il Governo vorrà scongiurare.”
L’analisi del dato conclusivo relativo al potenziale eolico, trasposto in termini occupazionali dall’ANEV rispetto ai criteri utilizzati in letteratura, evidenzia che i numeri dell’eolico nazionale è forte grazie all’industria, ai settori connessi alla componentistica, alla produzione e commercializzazione di energia elettrica e alla gestione e manutenzione degli impianti oltre alle molteplici attività ingegneristiche e amministrative di supporto.
Gli obiettivi di producibilità al 2020 aprono, anche a livello regionale, interessanti scenari dal punto di vista delle opportunità di sviluppo territoriale. Investimenti di privati, per una tecnologia che non solo non comporta impatti sulla qualità dell’aria ma anzi grazie al meccanismo di sostituzione attuale consente di migliorarla, genereranno meccanismi di sviluppo sia diretti che indotti a beneficio di tutti, aumentando peraltro l’indipendenza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il dato più significativo comunque riguarda le ricadute occupazionali previste che in alcune regioni del sud Italia porterebbero, al 2020, ad una quota di occupati superiore alle diecimila unità!


