ANEV – GREENPEACE – ISES – KYOTO CLUB – LEGAMBIENTE
LE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI COMPATTE A DIFESA DELL’EOLICO REALIZZATO CON I CRITERI E LE ATTENZIONI PROPRIE DI PROGETTI CHE TENGANO IN DOVUTA CONSIDERAZIONE LA MINIMIZZAZIONE DEGLI IMPATTI COSI’ COME PREVISTO DAL PROTOCOLLO DELL’ANEV. NEL COMUNICATO CONGIUNTO RIPORTATO, VENGONO FORNITE LE PRECISAZIONI DOVUTE RISPETTO ALLA DIVULGAZIONE DI DATI NON CORRISPONDENTI AL VERO DIVULGATI IN UNA RECENTE CONFERENZA STAMPA
In merito alle considerazioni sulla proliferazione incontrollata dell’eolico in Italia, le principali Associazioni ambientaliste da sempre sostengono che lo sviluppo di iniziative nel nostro territorio devono essere rispondenti a criteri di estrema attenzione al fine di dare un valore aggiunto alla qualità dei progetti realizzati nel nostro territorio.
A tal riguardo l’ANEV – Associazione Nazionale Energia del Vento ha sottoscritto con le principali Associazioni ambientaliste (LEGAMBIENTE, WWF e GREENPEACE) un Protocollo per lo sviluppo dell’eolico, che impegna gli operatori più attenti alle tematiche ambientali ad una realizzazione che consenta di minimizzare gli impatti e di inserire tali impianti nel territorio.
Lo sviluppo dell’eolico in Italia è in grave ritardo e il Governo deve prendere velocemente provvedimenti affinché si possa giungere quanto prima a dare un quadro stabile al sistema delle Fonti Rinnovabili.
Nel merito del comunicato sulla proliferazione dell’eolico si deve ricordare che agli impianti eolici, come per tutte le fonti rinnovabili, viene solo riconosciuto l’incentivo alla produzione dato dai Certificati Verdi che ne consente di compensare il maggiore costo di produzione, in virtù dei benefici ambientali che porta al sistema.
A nulla serve poi richiamare come spauracchio i 22.000 MW di richieste, per le quali peraltro l’ANEV ha già ottenuto dal GSE la automatica decadenza in caso di mancata realizzazione dopo due anni dall’ottenimento, visto che la triste realtà dei fatti nel nostro Paese ci dice che in quindici anni si sono realizzati solo 2.123 MW (quanto si realizza in Spagna, USA, India o Germania ogni anno). A nulla poi vale il discorso della minor ventosità del nostro amato Paese in quanto ancora una volta i dati reali dicono inconfutabilmente che la ventosa Germania, leader mondiale dell’eolico con 22.000 MW installati, ha una producibilità media annua inferiore a quella italiana !!!!
Si chiede pertanto alla Rosa nel Pugno di verificare attentamente i dati contenuti nel dossier presentato e di aggiornarli con quelli ufficiali onde evitare che l’obiettivo comune di diffondere l’eolico virtuoso e rispettoso del territorio, non si trasformi in una anacronistica battaglia ai mulini a vento di donchisciottiana memoria.
Infine si concorda con la necessità di emanare i decreti ancora mancanti in applicazione del D. Lgs. 387/03 che ancora mancano e che non consentono di progredire come gli impegni del Governo, della Comunità Europea e del mondo intero ci imporrebbero, con il rischio di pagare enormi penalità e di perdere una scommessa, quelle dello sfruttamento delle uniche fonti di energia nazionali esistenti in grande quantità e cioè delle fonti rinnovabili.
ANEV –
GREENPEACE –
ISESItalia –
Kyoto Club –
LEGAMBIENTE –
Arch. Edoardo Prof. Gianni Silvestrini Prof. Vincenzo Naso Dott. Giuseppe Onufrio Avv. Oreste Vigorito
LE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI COMPATTE A DIFESA DELL’EOLICO REALIZZATO CON I CRITERI E LE ATTENZIONI PROPRIE DI PROGETTI CHE TENGANO IN DOVUTA CONSIDERAZIONE LA MINIMIZZAZIONE DEGLI IMPATTI COSI’ COME PREVISTO DAL PROTOCOLLO DELL’ANEV. NEL COMUNICATO CONGIUNTO RIPORTATO, VENGONO FORNITE LE PRECISAZIONI DOVUTE RISPETTO ALLA DIVULGAZIONE DI DATI NON CORRISPONDENTI AL VERO DIVULGATI IN UNA RECENTE CONFERENZA STAMPA
In merito alle considerazioni sulla proliferazione incontrollata dell’eolico in Italia, le principali Associazioni ambientaliste da sempre sostengono che lo sviluppo di iniziative nel nostro territorio devono essere rispondenti a criteri di estrema attenzione al fine di dare un valore aggiunto alla qualità dei progetti realizzati nel nostro territorio.
A tal riguardo l’ANEV – Associazione Nazionale Energia del Vento ha sottoscritto con le principali Associazioni ambientaliste (LEGAMBIENTE, WWF e GREENPEACE) un Protocollo per lo sviluppo dell’eolico, che impegna gli operatori più attenti alle tematiche ambientali ad una realizzazione che consenta di minimizzare gli impatti e di inserire tali impianti nel territorio.
Lo sviluppo dell’eolico in Italia è in grave ritardo e il Governo deve prendere velocemente provvedimenti affinché si possa giungere quanto prima a dare un quadro stabile al sistema delle Fonti Rinnovabili.
Nel merito del comunicato sulla proliferazione dell’eolico si deve ricordare che agli impianti eolici, come per tutte le fonti rinnovabili, viene solo riconosciuto l’incentivo alla produzione dato dai Certificati Verdi che ne consente di compensare il maggiore costo di produzione, in virtù dei benefici ambientali che porta al sistema.
A nulla serve poi richiamare come spauracchio i 22.000 MW di richieste, per le quali peraltro l’ANEV ha già ottenuto dal GSE la automatica decadenza in caso di mancata realizzazione dopo due anni dall’ottenimento, visto che la triste realtà dei fatti nel nostro Paese ci dice che in quindici anni si sono realizzati solo 2.123 MW (quanto si realizza in Spagna, USA, India o Germania ogni anno). A nulla poi vale il discorso della minor ventosità del nostro amato Paese in quanto ancora una volta i dati reali dicono inconfutabilmente che la ventosa Germania, leader mondiale dell’eolico con 22.000 MW installati, ha una producibilità media annua inferiore a quella italiana !!!!
Si chiede pertanto alla Rosa nel Pugno di verificare attentamente i dati contenuti nel dossier presentato e di aggiornarli con quelli ufficiali onde evitare che l’obiettivo comune di diffondere l’eolico virtuoso e rispettoso del territorio, non si trasformi in una anacronistica battaglia ai mulini a vento di donchisciottiana memoria.
Infine si concorda con la necessità di emanare i decreti ancora mancanti in applicazione del D. Lgs. 387/03 che ancora mancano e che non consentono di progredire come gli impegni del Governo, della Comunità Europea e del mondo intero ci imporrebbero, con il rischio di pagare enormi penalità e di perdere una scommessa, quelle dello sfruttamento delle uniche fonti di energia nazionali esistenti in grande quantità e cioè delle fonti rinnovabili.
ANEV –
GREENPEACE –
ISESItalia –
Kyoto Club –
LEGAMBIENTE –
Arch. Edoardo Prof. Gianni Silvestrini Prof. Vincenzo Naso Dott. Giuseppe Onufrio Avv. Oreste Vigorito


