Il Governo italiano presti fede agli impegni presi a Parigi e ratifichi al più presto l’accordo
Roma, 5.10.2016 Il Parlamento europeo ha approvato ieri la ratifica dell’accordo di Parigi, alla presenza del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e della Presidente della COP 21 Ségolène Royal, dando prova di coerenza rispetto al proprio ruolo di pioniere mondiale in materia di azione per il clima.
“È stata l’Europa che ha mediato il primo accordo globale giuridicamente vincolante sul clima” ha ricordato il Presidente Jean – Claude Junker nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 14 settembre, nel quale auspicava un rapida ratifica dell’accordo “È stata l’Europa che ha creato l’ambiziosa coalizione che ha reso possibile l’accordo di Parigi. Invito tutti gli Stati membri e questo Parlamento a fare la loro parte nelle prossime settimane, non nei prossimi mesi. Dobbiamo agire rapidamente”. E ha aggiunto ieri a traguardo raggiunto “Oggi l’Unione europea èpassata, in materia di clima, dall’ambizione all’azione. L’accordo di Parigi è il primo del suo genere e non sarebbe stato possibile raggiungerlo senza l’Unione europea. Oggi continuiamo a dar prova di leadership e a dimostrare che, insieme, l’Unione europea può conseguire risultati”.
L’azione tempestiva dell’Unione Europea però non basta, dà anzi il via all’attuazione dell’accordo nel resto del mondo. È pertanto compito di tutti gli Stati Membri agire a loro volta per concretizzare gli impegni assunti, attuare le politiche e gli strumenti per realizzare gli obiettivi prefissati, guidare a transizione globale verso l’energia pulita e modernizzare l’economia. L’accordo entrerà in vigore 30 giorni dopo la sua ratifica da parte di almeno 55 parti che rappresentano almeno il 55% delle emissioni totali. La Commissione europea ha già presentato le proposte legislative per rispettare l’impegni dell’UE a ridurre del 40% le emissioni entro il 2030, ma è necessario che gli Stati Membri ratifichino parallelamente e individualmente l’accordo, secondo le proprie procedure.
L’ANEV chiede al Governo Renzi di agire subito, di prestare fede alla promesse fatte a Parigi, di dimostrare lungimiranza e ambizione sui temi della Green Economy, di puntare davvero sulle fonti rinnovabili e sull’eolico, dando impulso ad un settore in grado di apportare benefici all’ambiente, all’economia e all’occupazione, e ad un processo di transizione che riduca l’utilizzo di fonti fossili e inquinanti prediligendo le energie pulite. Dopo le parole servono i fatti e quindi aspettiamo gli strumenti atti a realizzare gli investimenti necessari a trasformare“l’ambizione in azione”.
Il solo settore eolico in Italia è giunto a oltre 9.300 MW di potenza installata sul territorio nazionale in grado di produrre energia elettrica pari a 14,6 TWh di energia pulita, che corrispondono a circa il 6% dei consumi totali di energia elettrica e che permettono di risparmiare 21 milioni di barili di petrolio e di coprire il fabbisogno di 15 milioni di persone circa.
L’Italia ratifichi al più presto l’ accordo della COP21 !!!


