L’atteso Decreto Rinnovabili è quasi pronto. Con un grave ritardo di oltre 9 mesi, il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, avrebbe infatti firmato stamattina il provvedimento che sarebbe poi passato ai ministri dell’Ambiente, Corrado Clini, e delle Politiche Agricole, Mario Catania, per la controfirma.
L’ANEV accoglie con rammarico che il tanto atteso Decreto Rinnovabili, oggi finalmente in fase di emanazione, non consenta in alcun modo di raggiungere gli obiettivi della Direttiva Rinnovabili di cui dovrebbe essere provvedimento attuativo.
“Stupisce che, proprio oggi che la AIE – Agenzia internazionale dell’energia, ha presentato i dati del rapporto “Medium Term Renwable Energy Market Report 2012”, che preannuncia un futuro roseo per le rinnovabili in Europa e nel Mondo con una crescita nei prossimi 5 anni del 40% della produzione fino a raggiungere quasi 6.400 TWh di cui l’eolico è considerata fonte rinnovabile principe, l’Italia emanerà un Decreto sulle Rinnovabili che introdurrà delle restrizioni allo sviluppo del settore eolico” dichiara Simone Togni, Presidente dell’ANEV. “Il periodo transitorio nel passaggio dal vecchio al nuovo regime di incentivazione è troppo breve, non consentendo di recuperare neanche il ritardo accumulato per l’emanazione e non permettendo che gli imprenditori italiani, già provati da questo lungo periodo di incertezza ed agonia, si adeguino alla situazione”.
Il mese scorso l’Esecutivo comunitario, in una missiva dei servizi del commissario europeo energia Guenter Oettinger, aveva già ammonito le istituzioni italiane, dichiarando che la nuova legislazione sulle rinnovabili è inadeguata.
L’ANEV segnala da mesi alle istituzioni l’inadeguatezza delle norme introdotte dal Decreto Rinnovabili, che già dalle bozze circolate fino ad oggi, si preannunciava deleterio per l’intera categoria.
Gli imprenditori italiani, che hanno chiesto fino ad oggi trasparenza e certezza della normativa, dovranno pagare oltre ai costi provenienti dalla farraginosità delle burocrazia l’introduzione di meccanismi come quello delle aste e dei registi. Oltre al danno si aggiunge la beffa del fatto che le proposte avanzate dall’ANEV avrebbero consentito di raggiungere il medesimo risultato del provvedimento in via di emanazione, addirittura con un minor costo complessivo per il Paese ma senza penalizzare gli imprenditori e le decine di migliaia di lavoratori che l’industria eolica italiana ha sviluppato in 15 anni e che oggi sono in grave pericolo.
Si aggiunge inoltre che l’AEEG si accingerebbe ad emanare una delibera ancora una volta con gravi profili di illegittimità, che pretende di rendere programmabile una fonte come il vento che programmabile non è. Si comprende come la visione complessiva sia assolutamente contraria allo sviluppo delle fonti rinnovabili e in particolare a quelle come l’eolico, maggiormente competitivo ed in grado di contribuire quindi in più e meglio alla riduzione del prezzo dell’energia elettrica per gli utenti finali del nostro Paese.
Tutto ciò spingerà, come già sta accadendo, le PMI a chiudere e le grandi Aziende italiane ad investire all’estero, privando l’Italia di tutte le opportunità e i benefici che lo sviluppo di un settore come l’eolico comporterebbe: occupazione, benefici economici, miglioramento della bilancia commerciale e indipendenza dall’estero.
Di seguito Pdf scaricabile COMUNICATO STAMPA 6 7 2012_3_


