IL MINISTRO CLAUDIO SCAJOLA HA CONFERMATO LA DISPONIBILITA’ A PARTECIPARE ALL’INAUGURAZIONE DI EOLICA EXPO 2008 ORGANIZZATA DALL’ANEV. NELLA SESSIONE INAUGURALE DEL 1 OTTOBRE ALLA FIERA DI ROMA L’ANEV PRESENTARA’ AL MINISTRO SCAJOLA IL PRIMO STUDIO SUL POTENZIALE REALE DELL’EOLICO IN ITALIA EFFETTUATO DALL’ASSOCIAZIONE CHE DIMOSTRA IL RILEVANTE POTENZIALE DEL NOSTRO PAESE. LO STUDIO SARA’ ANALIZZATO ANCHE DAL SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL LUIGI ANGELETTI PER GLI ASPETTI OCCUPAZIONALI E DAL PRESIDENTE DEL GSE CARLO ANDREA BOLLINO
Il primo ottobre ad Eolica Expo 2008 il Ministro Scajola inaugurerà l’iportante convegno dal titolo: L’impegno delle Istituzioni nazionali ed internazionali per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle Fonti Rinnovabili.
Il convegno che si svolgerà alla nuova Fiera di Roma vedrà il seguente programma:
Chairman: dr. Simone Togni (ANEV)
Benvenuto del Direttore di ‘ZeroEmission Rome 2008’, dott. Marco Pinetti e del Presidente di Fiera Roma, dott. Roberto Bosi
prof. Arthouros Zervos (EWEA) – Lo sviluppo dell’eolico nel contesto dell’Unione Europea
prof. Gianni Silvestrini (Kyoto Club) – Eolico e sviluppo: cosa è mancato in Italia?
prof. Carlo Andrea Bollino (GSE) – Sviluppo eolico: il punto di vista del GSE
avv. Oreste Vigorito (ANEV) – Il ruolo delle Associazioni nel supporto alla definizione delle normative
dott. Luigi Angeletti (UIL) – Eolico e occupazione: quali sviluppi?
on. Claudio Scajola (Ministro dello Sviluppo Economico) – Azioni di sostegno per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili
Il vero potenziale dell’eolico in Italia è contenuto in un rapporto ANEV con dati elaborati dalle misurazioni di più di 300 anemometri sparsi su tutto il territorio italiano in un periodo di 12 anni. Tale importante studio sarà presentato al Min. Claudio Scajola in occasione della sessione inaugurale dell’Eolica Expo 2008.
Il potenziale assegnato all’eolico italiano dal documento strategico sulle rinnovabili, presentato lo scorso anno dal governo a Bruxelles, è inferiore a quello reale come dimostra lo studio in oggetto, e l’occasione servirà a valutare i molti aspetti connessi con lo sfruttamento di detto potenziale.
Il raggiungimento dei 16.200 MW al 2020 infatti non garantirebbe solo benefici ambientali rilevanti, ma anche benefici elettrici, occupazionali, industriali e di sicurezza ed indipendenza degli approvvigionamenti.
Spiega Togni: “Il vero potenziale dell’eolico in Italia è contenuto in questo importante Studio con dati elaborati dalle misurazioni di più di 300 anemometri sparsi su tutto il territorio italiano in un periodo di 12 anni”. Dunque l’obiettivo assegnato dall’Italia alle turbine eoliche – 12 GW di installato e una produzione di elettricità di 22,60 TWh – non solo è raggiungibile ma addirittura sottostimato.
Nell’analisi dell’ANEV il potenziale nazionale è inoltre suddiviso regione per regione ed è già scremato dai vincoli paesaggistici e ambientali dei vari territori e viene svolto anche un utile raffronto con situazioni analoghe di altri paesi europei.
La mappatura del vento in Italia mostra che le condizioni più favorevoli sono nel Mezzogiorno che hanno in Regioni come la Campania, la Puglia, la Sicilia, la Calabria, la Basilicata, e il Molise un potenziale rilevante. Ma anche il Centro offre buone possibilità con il Lazio e l’Umbria, per non parlare delle Marche, dove il potenziale è altissimo anche se praticamente non sfruttato, un vero e proprio rimpianto per il Paese. A Nord le regioni con le migliori potenzialità sono Liguria, Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna.
La presentazione dello Studio sarà anche l’occasione per evidenziare i principali ostacoli che si frappongono allo sviluppo di questa fonte energetica nel Belpaese a cominciare dai ritardi nell’emanazione di una serie di provvedimenti che dovrebbero dare attuazione alle norme sulle rinnovabili. In particolare, le linee guida fissate dal decreto legislativo 387 del 2003 che recepisce la Direttiva 2001/77/CE e ripreso ultimamente dalla finanziaria 2007 e da quella 2008; ritardi che rappresentano un serio vincolo non solo per l’eolico ma di tutte le fonti rinnovabili e per i quali l’Italia è già oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea.
A Eolica Expo l’ANEV presenterà, inoltre, i dati sulle possibili ricadute occupazionali derivanti dalla piena attuazione del potenziale eolico italiano contenuti in uno studio realizzato in collaborazione con la Uil: si parla di 66.010 nuovi posti di lavoro, di cui un terzo di occupati direttamente nel settore e due terzi nell’indotto.
Ma anche il Protocollo d’Intesa tra Uil e ANEV, scaturito da questa collaborazione, incentrato su formazione e informazione riguardo all’energia eolica per favorire il più possibile l’accesso al settore di personale preparato e qualificato.
Il primo ottobre ad Eolica Expo 2008 il Ministro Scajola inaugurerà l’iportante convegno dal titolo: L’impegno delle Istituzioni nazionali ed internazionali per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle Fonti Rinnovabili.
Il convegno che si svolgerà alla nuova Fiera di Roma vedrà il seguente programma:
Chairman: dr. Simone Togni (ANEV)
Benvenuto del Direttore di ‘ZeroEmission Rome 2008’, dott. Marco Pinetti e del Presidente di Fiera Roma, dott. Roberto Bosi
prof. Arthouros Zervos (EWEA) – Lo sviluppo dell’eolico nel contesto dell’Unione Europea
prof. Gianni Silvestrini (Kyoto Club) – Eolico e sviluppo: cosa è mancato in Italia?
prof. Carlo Andrea Bollino (GSE) – Sviluppo eolico: il punto di vista del GSE
avv. Oreste Vigorito (ANEV) – Il ruolo delle Associazioni nel supporto alla definizione delle normative
dott. Luigi Angeletti (UIL) – Eolico e occupazione: quali sviluppi?
on. Claudio Scajola (Ministro dello Sviluppo Economico) – Azioni di sostegno per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili
Il vero potenziale dell’eolico in Italia è contenuto in un rapporto ANEV con dati elaborati dalle misurazioni di più di 300 anemometri sparsi su tutto il territorio italiano in un periodo di 12 anni. Tale importante studio sarà presentato al Min. Claudio Scajola in occasione della sessione inaugurale dell’Eolica Expo 2008.
Il potenziale assegnato all’eolico italiano dal documento strategico sulle rinnovabili, presentato lo scorso anno dal governo a Bruxelles, è inferiore a quello reale come dimostra lo studio in oggetto, e l’occasione servirà a valutare i molti aspetti connessi con lo sfruttamento di detto potenziale.
Il raggiungimento dei 16.200 MW al 2020 infatti non garantirebbe solo benefici ambientali rilevanti, ma anche benefici elettrici, occupazionali, industriali e di sicurezza ed indipendenza degli approvvigionamenti.
Spiega Togni: “Il vero potenziale dell’eolico in Italia è contenuto in questo importante Studio con dati elaborati dalle misurazioni di più di 300 anemometri sparsi su tutto il territorio italiano in un periodo di 12 anni”. Dunque l’obiettivo assegnato dall’Italia alle turbine eoliche – 12 GW di installato e una produzione di elettricità di 22,60 TWh – non solo è raggiungibile ma addirittura sottostimato.
Nell’analisi dell’ANEV il potenziale nazionale è inoltre suddiviso regione per regione ed è già scremato dai vincoli paesaggistici e ambientali dei vari territori e viene svolto anche un utile raffronto con situazioni analoghe di altri paesi europei.
La mappatura del vento in Italia mostra che le condizioni più favorevoli sono nel Mezzogiorno che hanno in Regioni come la Campania, la Puglia, la Sicilia, la Calabria, la Basilicata, e il Molise un potenziale rilevante. Ma anche il Centro offre buone possibilità con il Lazio e l’Umbria, per non parlare delle Marche, dove il potenziale è altissimo anche se praticamente non sfruttato, un vero e proprio rimpianto per il Paese. A Nord le regioni con le migliori potenzialità sono Liguria, Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna.
La presentazione dello Studio sarà anche l’occasione per evidenziare i principali ostacoli che si frappongono allo sviluppo di questa fonte energetica nel Belpaese a cominciare dai ritardi nell’emanazione di una serie di provvedimenti che dovrebbero dare attuazione alle norme sulle rinnovabili. In particolare, le linee guida fissate dal decreto legislativo 387 del 2003 che recepisce la Direttiva 2001/77/CE e ripreso ultimamente dalla finanziaria 2007 e da quella 2008; ritardi che rappresentano un serio vincolo non solo per l’eolico ma di tutte le fonti rinnovabili e per i quali l’Italia è già oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea.
A Eolica Expo l’ANEV presenterà, inoltre, i dati sulle possibili ricadute occupazionali derivanti dalla piena attuazione del potenziale eolico italiano contenuti in uno studio realizzato in collaborazione con la Uil: si parla di 66.010 nuovi posti di lavoro, di cui un terzo di occupati direttamente nel settore e due terzi nell’indotto.
Ma anche il Protocollo d’Intesa tra Uil e ANEV, scaturito da questa collaborazione, incentrato su formazione e informazione riguardo all’energia eolica per favorire il più possibile l’accesso al settore di personale preparato e qualificato.


