ANEV: BENE CHE I PROGRAMMI ELETTORALI PREVEDANO LO SVILUPPO DELLE RINNOVABILI

TUTTI GLI SCHIERAMENTI ELETTORALI HANNO INSERITO NEI RISPETTIVI PROGRAMMI ELETTORALI DEI RICHIAMI ALLO SVILUPPO DELLE RINNOVABILI. L’ANEV AUSPICA CHE SU QUESTI TEMI VI SIA UNA CONDIVISIONE TRASVERSALE CHE CONSENTA DI GARANTIRE UNA CONTINUITA’ NEI PROGRAMMI DI SVILUPPO AL FINE DI RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI ASSUNTI
Dalla pirm lettura dei programmi delle principali compagini elettorali si desume un’apprezzata condivisione della volontà comune di sostenere lo sviluppo dell’eolico, e delle altre rinnovabili, anche nei prossimi anni.
L’ANEV che da sempre si batte per arrivare ad un quadro normativo coerente con gli impegni assunti a livello nazionale ed internazionale auspica sul tema la continuità necessaria a dar garanzie agli investitori del settore. Così come il sistema dei Certificati Verdi, introdotto dal ministro Bersani nel 1999 ed aggiornato dal ministro Matteoli nel 2003 e nuovamente dal Governo Prodi nel 2007, ha potuto dare buoni risultati in termini di nuova potenza ed energia elettrica prodotta nel corso di questi anni proprio grazie alla continuità garantita dal sistema di incentivazione mai stravolto ma saggiamente corretto di volta in volta anche grazie al contributo di questa Associazione.
L’ANEV auspica che il nuovo esecutivo proceda tempestivamente a dar piena applicazione alle normative ancora mancanti garantendo il rispetto dei principi generali dell’affidamento ai principi giuridici della certezza del diritto. I significativi obiettivi che sono stati stabiliti a livello comunitario (20/20/20) impegnano il nostro Paese ad uno sforzo importante nel prossimo anno che potrebbe consentire quel cambio di passo che ancora è possibile per il nostro settore come dimostra lo studio dell’ANEV su produzione, occupazione, investimenti e benefici ambientali che il settore eolico può dare nel pieno rispetto di tutte le forme di tutela previste dalle normative vigenti e dal protocollo ANEV sul corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio rispetto all’obiettivo temporale del 2020.
Il chiaro richiamo al “sviluppo delle energie rinnovabili per produrre il 20% di energia con il sole ed il vento” del programma di Veltroni, gli “incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili: dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani” del programma di Berlusconi e ad analoghe previsioni presenti anche nei programmi elettorali degli altri schieramenti devono essere un chiaro segnale per gli investitori e per il Paese che forse stiamo entrando finalmente in una politica energetica delle rinnovabili condivisa nelle finalità, se pur con le legittime differenze applicative peculiari della visione politica di ogni schieramento.
L’ANEV in conclusione, nell’apprezzare lo sforzo effettuato in sede di estensione del programma da parte dei due schieramenti, ritiene utile segnalare la necessità del rilancio immediato del comparto, subito dopo la composizione del nuovo Governo, di un organismo di indirizzo e controllo sul settore delle rinnovabili con potere sostitutivo per le questioni di maggiore urgenza così come previsto dalla normativa Comunitaria e dalla recente Finanziaria e che oggi l’Italia non ha. Inoltre al fine di razionalizzare lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili si riterrebbe utile aprire la discussione sull’afferenza della questione delle fonti energetiche rinnovabili alla competenza statale o regionale alla luce del fatto che la medesima questione debba essere maggiormente riferibile a questioni ambientali piuttosto che energetiche.