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EOLICO IN SARDEGNA: L’ANEV INTERVIENE AD ADIUVANDUM NEL RICORSO CONTRO LA REGIONE
Martedì, 05 Aprile 2005 - 22:40 - 3800 Letture
L'ANEV si e' costituita ad adiuvandum nel ricorso presentato da un suo associato contro gli atti posti in essere dalla Regione Sardegna che hanno bloccato i cantieri gia' in corso di realizzazione, con grave nocumento, oltre che per l'azienda interessata, anche per l'ambiente e per la mancata conseguente riduzione dell'inquinamento atmosferico.

Tale atto viene come logica e coerente conseguenza delle ripetute segnalazioni dall'Associazione Nazionale Energia del Vento espresse in tutte le occasioni pubbliche ed istituzionali.


L’ANEV interviene ‘ad adiuvandum’ nel ricorso promosso dalla Fri-el Anglona e Fri-el SpA contro la Regione Autonoma della Sardegna, l’assessore della difesa dell’ambiente e il direttore generale dell’assessorato della difesa dell’ambiente. Quali sono le censure sollevate? In primis l’annullamento del provvedimento della Regione sarda con il quale si invita la societA’ Fri-el SpA a sospendere il lavoro in corso di un parco eolico nel territorio comunale di Nulvi e Tergu della provincia di Sassari. Nonche’ le illegittimita’ dei provvedimenti impugnati in contrasto con la normativa statale e comunitaria. Chiaro il riferimento anche alla questione di illegittimita’ costituzionale della legge regionale n.8/2004 che blocca in Sardegna la costruzione dei parchi eolici e il completamento di quelli in corso di costruzione per i quali non sia intervenuta l’irreversibilita’ della situazione materiale dei luoghi di intervento, imponendo, peraltro, l’obbligo dei VIA per tutti gli impianti eolici ‘ovunque localizzati’, con il fine di tutelare il paesaggio sardo.

L’ANEV ne sottolinea non solo la gravita’ dei provvedimenti amministrativi adottati dalla Regione sarda, ma anche delle norme regionali che comportano gravissime conseguenze di carattere ambientale, economico ed occupazionale. Un blocco assolutamente ingiustificato ed esclusivamente a danno delle aziende di settore, dalle misure repressive adottate dalla Sardegna che si pongono in controtendenza rispetto al contenuto del piano energetico regionale, tanto da mettere in discussione addirittura le autorizzazioni legittimamente acquisite da parte degli operatori e rilasciate dall’ente regionale sulla base della normativa vigente, oltre a porsi in contrasto con la normativa comunitaria. Per l’ANEV, ovvie le conseguenze: fuga degli investitori dal settore delle energie rinnovabili, mancanza di certezza del diritto, compromesso il raggiungimento degli obiettivi dati dal Protocollo di Kyoto, con gravi conseguenze economiche per il nostro Paese e ripercussioni negative in tutto il settore industriale ed imprenditoriale. Per comprendere, peraltro, la portata negativa dei provvedimenti impugnati, nonche’ delle leggi regionali in contrasto con la normativa comunitaria, l’ANEV allega all’atto di intervento, i dati relativi agli effetti, che comportano inevitabilmente il progressivo aumento gia’ in atto (altro che riduzione prevista dalla normativa comunitaria da raggiungersi entro il 2010) dell’inquinamento atmosferico che avrebbe dovuto essere sensibilmente ridotto, di almeno il 5%, dal 1998 al 2005. Oppure di quelli relativi alla mancata realizzazione dei parchi eolici in Sardegna a seguito dell’emanazione della L.R. n.8 del 25/11/2004, come la potenza installabile gia’ autorizzata dalla Regione Sardegna e bloccata, 1.000 MW; produzione di energia elettrica derivante (sufficiente al fabbisogno di oltre quattro milioni di persone): 2,5 TW/h. Per non parlare dell’emissioni che si eviterebbero in atmosfera ogni anno, dai 2.070.000 tonnellate di CO2, alle 350 tonnellate di polveri sottili. Dal petrolio che si risparmierebbe ogni anno (5milioni di barili e 715 milioni di litri) per un controvalore di circa 250milioni di dollari. Ripercussioni anche sul fronte occupazionale e degli investimenti: bloccati 900 nuovi posti di lavoro, con l’indotto circa 3mila; per gli investimenti nel settore, al palo ci sono ben 1.000.000.000,00 di euro. Numeri che per l’ANEV, debbono far riflettere.

 

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