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LA CAMPANIA SCEGLIE DI FARE SOLO L'EOLICO FATTO BENE

LA POSIZIONE ASSUNTA DALLA REGIONE CAMPANIA DI REGOLAMENTARE IN MANIERA APPROFONDITA LA VALUTAZIONE DEI NUOVI IMPIANTI EOLICI E’ PERFETTAMENTE IN LINEA CON QUANTO GIA’ ATTUATO DALL’ANEV PER I PROGETTI DEI SUOI ASSOCIATI CONFORMI AL PROTOCOLLO PER UN CORRETTO INSERIMENTO DEGLI STESSI NEL PAESAGGIO. L’AUSPICIO DELL’ANEV E’ DI UNA RAPIDA DEFINIZIONE DELLE PROCEDURE VOLTE A PROMUOVERE I PROGETTI EOLICI MEGLIO REALIZZATI, AFFINCHE’ NON NE DERIVINO PREGIUDIZI PER GLI IMPRENDITORI SERI

L’ANEV relativamente alla recente posizione assunta dalla Regione Campania in merito alla sospensione della valutazione dei nuovi progetti eolici, ritiene necessario riaffermare che tale pausa deve essere la piu’ breve possibile onde evitare l’aggravarsi delle ripercussioni negative sul settore.

La decisione presa dalla Giunta mira ad una regolamentazione del settore eolico regionale, a seguito del grande numero di domande ricevute ed a fronte della quali talvolta non corrispondevano progetti in grado di garantire la loro effettiva realizzazione.

L’ANEV ha piu’ volte ribadito che non approva la scelta di blocchi nelle procedure poiche’ le medesime gia’ consentono di valutare approfonditamente la validita’ dei progetti, ed in particolare quelli degli associati all’ANEV che garantiscono un assoluto rispetto delle norme piu’ stringenti in tema di inserimento nel paesaggio ed un valore aggiunto dato dal visto di conformita’ al Protocollo vigente con LEGAMBIENTE e con il WWF.

La scelta gia’ fatta nel passato da altre Amministrazioni regionali ha portato a differenti esiti, in qualche caso la scelta di interruzione della valutazione di nuove installazioni e’ stata finalizzata ad una selezione dei criteri di ammissibilita’ dei progetti, Puglia, in altri casi e’ stata usata come pretesto per un blocco pervicace ed totale di ogni tecnologia pulita, Sardegna.

L’auspicio e’ pertanto che la strada percorsa dalla Regione Campania, sia di una proficua collaborazione volta ad individuare criteri seri nella selezione dei progetti, e ad evitare che altri soggetti, non sottoposti ad autoregolamentazione come avviene per gli associati all’ANEV, riversino valanghe di domande sugli uffici regionali nella speranza vana che venga seguito un principio percentuale e non di analisi.

L’ANEV ribadisce che tali situazioni paradossali non si avrebbero se da parte del Governo centrale si fosse giunti all’emanazione delle linee guida nazionali, a tutt’oggi non firmate dal Ministro dei Beni Culturali, e se si fosse proceduto alla ripartizione degli obiettivi assunti in tema di produzione di energia da Fonti Rinnovabili (25 % al 2010), tra le Regioni e tra le singole fonti.