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Annunci : FINANZIARIA: L’ANEV CHIEDE AL GOVERNO DI NON DISCRIMINARE L’EOLICO E AL PARLAMENTO DI ABROGARE L’ART. 45 PER AIUTARE IL PAESE A RITROVARE CREDIBILITA', SERIETA' E COERENZA
Lunedì, 05 Luglio 2010 - 14:22 - 591 Letture

L'ANEV CHIEDE AL PARLAMENTO DI ABROGARE L'ARTICOLO 45 PER CONSENTIRE AL SETTORE DI CONTINUARE A VIVERE, CRESCERE E CONTRIBUIRE, ANCHE FISCALMENTE, ALLA CRESCITA DEL PAESE E AL RISPETTO DELLA LIBERA ATTIVITA' IMPRENDITORIALE. L'IDEA CHE SI POSSANO SOTTRARRE RISORSE DI IMPRENDITORI E INIZIATIVE PRIVATE, ESPROPRIANDONE DI FATTO I RITORNI ECONOMICI, BLOCCANDO GLI INVESTIMENTI NEL SETTORE DELLE RINNOVABILI SENZA NESSUN RITEGNO, RISCHIA DI FAR PERDERE QUEL POCO DI AFFIDABILITA' DI CUI L'ITALIA ANCORA GODEVA PER GLI INVESTITORI. INOLTRE L'IDEA DI FAR GRAVARE IL PESO DI TALE INTERVENTO VOLTO AD ALLAEGGERIRE LA COMPONENTE A3 DELLA BOLLETTA ELETTRICA - COSA CHE COME DIMOSTRATO NON AVVERREBBE NEPPURE - SOLAMENTE GRAVANDO SU UNA PARTE MINORITARIA DI DETTA COMPONENTE CHE VEDE ANCHE MOLTI E PIU' RILEVANTI ONERI QUALI IL CIP6/92 E IL CONTO ENERGIA DEL FOTOVOLTAICO



 

La prossima approvazione del testo della manovra in Commissione Bilancio del Senato, rischia di sancire per il settore delle nuove rinnovabili, e per il Paese, un enorme danno.

La decisione di penalizzare solo alcune tecnologie del settore delle rinnovabili, e peraltro quelle con le maggiori potenzialità, sembra essere una scelta discriminatoria e ingiustamente penalizzante per una piccola parte del settore più efficiente del comparto delle Fonti Rinnovabili di Energia.

Infatti l'aver introdotto con l'Art. 45 l'abrogazione del meccanismo di salvaguardia del sistema di sostegno allo sviluppo del settore delle Fonti Rinnovabili, meccanismo delegato al GSE per il mantenimento dell'equilibrio di mercato tra domanda e offerta dei Certificati Verdi, se mantenuto penalizzerà in maniera drammatica il Paese per occupazione e penalità Comunitarie, le Aziende italiane del comparto che sono moltissime (l'Italia nell'eolico è diventata negli ultimi anni esportatrice di tecnologia e componentistica) e i cittadini per i mancati benefici occupazionali e ambientali connessi. Questo peraltro avviene in un momento storico in cui l'economia è in recessione, fatti salvi proprio quei settori, come la produzione di energia a basso impatto ambientale qual è l'eolico, nel mondo continuano a crescere riducendo i danni della crisi economica.

Il tutto peraltro a fronte di un supposto beneficio per le casse pubbliche che semplicemente non esiste, infatti tale onere o beneficio viene inserito o levato dalla componente A3 della bolletta elettrica.

Per chiarire meglio l'abbaglio che il Governo sta per prendere sul tema, la componente A3 della bolletta "vale" 2,5 miliardi di Euro all'anno dei quali 1,5 miliardi sono afferenti al CIP6/92 (meccanismo che incentiva le fonti "assimilate alle rinnovabili" quali gli scarti della raffinazione del petrolio per la quasi totalità), mentre il restante incentiva le vere fonti rinnovabili, di questo totale complessivo l'onere di "contribuire" alla Manovra per circa 500 milioni di Euro viene chiesto solo alle rinnovabili (non si capisce perché visto che sono la parte minore della componente) e peraltro solo ad una parte di queste (vengono escluse alcune tecnologie delle vecchie rinnovabili e tutto il fotovoltaico).

In questo quadro quindi non solo si sbaglia chiedendo ad un settore privato di contribuire alla riduzione della spesa pubblica con un "espropriazione coattiva della proprietà e degli investimenti" in stile illiberale a non di mercato, ma addirittura si arriva a colpire solo le vere fonti rinnovabili lasciando gli altri comparti più pesanti liberi da ogni gravame, e si ipotizza un prelievo nelle tasche delle aziende italiane del settore che comporta come saldo un risultato negativo per oltre 8 miliardi di € - senza considerare le salatissime penalità Comunitarie per l'inadempimento degli obiettivi assunti - come calcolato nella tabella allegata per mancate entrate fiscali al 2020 sulla base dei dati del Ministero dello Sviluppo Economico).

 

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